Modello formativo

Intervista a Filomena Polito, partecipante dei corsi:
Master Gestalt Counseling e Master in Mediazione Familiare

La formazione alle competenze per la relazione d’aiuto
Nell’European Qualification Framework (sistema di riferimento per il confronto tra le qualifiche professionali), le competenze esperte vengono delineate entro tre aree:
conoscenze teorico-metodologiche, cioè l’assimilazione del “sapere”;
abilità cognitive e pratiche, cioè “saper fare”, saper utilizzare le conoscenze per portare a termine compiti e risolvere problemi, attraverso l’applicazione di strategie e tecniche adeguate;
capacità personali e sociali, cioè quelle capacità “trasversali” necessarie per far fronte in modo efficace alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni (che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce Life Skills). In particolare, per i professionisti della relazione d’aiuto, parliamo di capacità nell’area relazionale, il “saper stare” inteso come presenza emotiva verso se stessi e nell’esperienza con l’altro.

L’integrazione tra abilità, conoscenze e capacità personali e sociali è un processo di trasformazione che consente di esercitare le competenze esperte con un elevato livello di autonomia e responsabilità, in tutte le situazioni della vita. Si tratta del cosiddetto “saper essere”: saper essere persona, saper essere professionista.
conoscenze, “sapere” +
abilità, “saper fare” +
capacità personali e sociali, “saper stare” =
__________________________________________
competenza esperta, “saper essere”

In questo itinerario formativo, lo sviluppo delle capacità personali costituisce l’anello più delicato nella catena e il più importante. E’ l’elemento che nutre e consolida la struttura del Sè e che nella pratica operativa del futuro professionista consente di differenziare un intervento improntato alla semplice applicazione di protocolli da un intervento orientato invece allo sviluppo dei processi di trasformazione.

Nella formazione erogata da ASPIC Umbria, tali capacità relazionali, di presenza all’esperienza (experiencing) vengono quindi sviluppate per mezzo dell’ “apprendimento esperienziale e riflessivo” realizzato attraverso l’inserimento nel gruppo di formazione, l’affiancamento a professionisti esperti e l’utilizzo di strategie e strumenti didattici diversificati. Tra questi:
• l’osservazione della pratica del professionista esperto;
• la sperimentazione in prima persona;
• la ripresa audio/video delle sessioni pratiche;
• le lezioni teorico-metodologiche sui diversi modelli di lettura dell’esperienza;
• la riflessione metacognitiva relativa alla parte pratica;
• l’esplorazione, l’elaborazione e la comprensione delle esperienze personali emotivamente significative, in ogni fase del processo formativo;
• l’esplorazione, l’elaborazione e la comprensione delle dinamiche relazionali all’interno del gruppo di formazione.
• la redazione di resoconti delle diverse esperienze;
• la lettura dei testi consigliati;
• la trascrizione di riprese audio di colloqui individuali e/o di interventi di gruppo;
• la partecipazione ai gruppi di studio per l’ autoformazione;
• il supporto da parte dei Tutor.
Tutte le attività descritte avvengono nel gruppo formativo e in sottogruppi, sempre con la supervisione della Direzione didattica.