La formazione e la famiglia come risorse per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

A cura di Maria Grazia Giannini

Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla. Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
Ministero della Salute, Roma 15 marzo 2019

Colpiscono 3 milioni e mezzo di italiani e sono in continua crescita. I Disturbi dell’Alimentazione e della
Nutrizione colpiscono giovani, giovanissimi ma anche persone di mezza età e l’impatto è tale che si parla di
«epidemia sociale». E mentre si va abbassando l’età di esordio, lo sviluppo di disordini nel rapporto con il
cibo e con il corpo costituisce un problema per chi ne soffre, ma anche per la famiglia e la rete degli affetti.
Sono stati prodotti dal Ministero della salute dati relativi alle due tipologie di DA più conosciute e cioè
Anoressia e Bulimia relative alla crescita dell’ultimo anno:
Anoressia Nervosa:
Ogni 100.000 donne tra 8/9 nuovi casi
Ogni 100.000 uomini tra 0,02 e 0,14 nuovi casi.
Sia negli uomini che nelle donne si manifesta tra i 15 e i 19 anni e il tempo di remissione è del 20/30% dopo
2-4 anni dal momento dell’esordio della malattia. Nel 10-20% si sviluppa una condizione che persiste per
tutta la vita (si parla di cronicità).
Bulimia Nervosa:
Ogni 100.000 donne 12 nuovi casi
Ogni 100.000 uomini 0,8 nuovi casi
Sia negli uomini che nelle donne si manifesta tra i 15 e i 19 anni
Alla base di quanto emerso dal Convegno tenuto dal Ministero della Salute lo scorso 15 marzo, Giornata
Nazionale contro i DNA, si rende sempre più impellente la formazione dei soggetti che per primi vengono
a contatto con chi potrebbe avere questo Disturbo.E’ stata anche approvata l’attuazione del “percorso”
Lilla in Pronto Soccorso.
Le Raccomandazioni del Ministero della Salute (2018) sottolineano l’importanza di definire un percorso
assistenziale dedicato ai soggetti con DNA che garantisca una presa in carico complessa ed integrata
mediante interventi tempestivi, unitari ed omogenei.
La novità fondamentale nell’ambito ospedaliero riguarda l’identificazione del paziente per l’accesso al
percorso già durante il Triage in Pronto Soccorso, dove è prevista l’attribuzione del “Codice Lilla” che
rappresenterà il primo filtro e il primo intervento per rispondere sia all’estrema disomogeneità di cura e
trattamento sull’intero territorio nazionale, sia alla complessità di tali disturbi.
Il “Codice Lilla” diventa pertanto uno strumento di avvio per una presa in carico multispecialistica
(infermieri di triage, medici del Pronto Soccorso, psichiatri, endocrinologici-specialisti in medicina interna,
pediatri, psicologi, nutrizionisti, ginecologi), complessa ed integrata del paziente, per garantire risposte
tempestive, unitarie ed omogenee.
In tutto questo continuano ad essere basilari le figure dei familiari e caregivers che devono essere inseriti
nel percorso fino all’inizio dei primi colloqui. Importantissima l’azione delle Associazioni di familiari che
hanno contribuito ad eliminare barriere tra Professionisti, Istituzioni e Familiari: tutti soggetti indispensabili
al dialogo per poter capire come prevenire e curare questa patologia.

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3673

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