Chi è il Mediatore Familiare

La qualifica professionale di Mediatore Familiare è stata definita nella norma tecnica UNI 11644 del 30/08/2016 dall’Ente Italiano di Normazione che ha specificato i requisiti relativi all’attività professionale in termini di conoscenza, abilità e competenza, in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (livello 6 dell’European Qualification Framework – EQF).

Ricordiamo che il Mediatore Familiare svolge la propria attività di consulenza ai sensi della Legge n.4 del 14/01/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi” (attività professionali non regolamentate).

Di seguito riportiamo alcune definizioni e specifiche tratte dal testo della norma, utili a comprendere il profilo professionale del Mediatore Familiare.

Chi è il Mediatore Familiare
Figura professionale terza imparziale e con una formazione specifica che interviene nei casi di cessazione di un rapporto di coppia costituita di fatto o di diritto, prima, durante o dopo l’evento separativo. Non rientra nei compiti del Mediatore Familiare formulare giudizi, diagnosi, consulenze legali, pedagogiche e psicologiche.

Nota1. Il Mediatore Familiare è sollecitato dalle parti per la gestione autodeterminata dei conflitti parentali e la riorganizzazione delle relazioni familiari.
Nota 2. Il Mediatore Familiare si adopera nella garanzia del segreto professionale ed in autonomia dal procedimento giudiziario, affinché le parti raggiungano personalmente, rispetto ai bisogni e interessi da loro stessi definiti, su un piano di parità, in un ambiente neutrale, un accordo direttamente e responsabilmente negoziato, con particolare attenzione ai figli, ove presenti.
Nota 3. In particolare il Mediatore Familiare agisce nel rispetto delle reali necessità dei clienti e del codice del consumatore, attraverso il complesso delle specifiche conoscenze acquisite con la formazione e l’aggiornamento professionale continuo, nel rispetto degli aspetti etici e deontologici.

Che cosa Fa il Mediatore Familiare
Il Mediatore Familiare nello svolgere la sua attività professionale ha il compito di:
1) comprendere la richiesta di intervento previa una prima sommaria analisi della situazione;
2) informare dettagliatamente i mediandi sulla propria qualifica professionale e sugli obiettivi generali dell’intervento, onde evitare fraintendimenti con le altre professionalità;
3) promuovere nei mediandi la ricerca di modalità adeguate ad affrontare l’evento separativo, con particolare riferimento ai figli;
4) raccogliere e organizzare le richieste dei mediandi un modo dettagliato;
5) considerare l’eventuale necessità di orientare i mediandi verso altri professionisti con competenze specifiche;
6) costruire con i mediandi l’ipotesi di lavoro sulla base degli obiettivi specifici proposti dai mediandi stessi;
7) facilitare i mediandi nella costruzione di accorsi da loro stessi direttamente negoziati;
8) utilizzare procedure appropriate per l’eventuale stesura degli accordi raggiunti in Mediazione Familiare;
9) agire nel rispetto dell’autonomia dei mediandi;
10) focalizzare l’attenzione dei mediandi sul presente e sul futuro e sulla comune responsabilità genitoriale.

La formazione del Mediatore Familiare
La norma UNI indica un percorso formativo, almeno biennale, avente le seguenti caratteristiche:

  • percorso formativo teorico-pratico di 240 ore (di cui 180 svolte in presenza);
  • 80 ore di pratica guidata, supervisione didattica e professionale.
    Il totale complessivo del monte ore è di 320.Dopo ognuna delle due fasi viene effettuato una valutazione dei risultati dell’apprendimento del Mediatore Familiare sulla base delle conoscenze, delle abilità e delle competenze: per il primo livello è prevista una prova scritta, una prova pratica e la redazione di una tesi; per il secondo livello è prevista una prova orale.
    Al superamento positivo della secondo livello di esame al candidato viene rilasciato un attestato di qualifica professionale.

Dopo il conseguimento dell’attestato di qualifica professionale il Mediatore Familiare è tenuto a seguire percorsi di aggiornamento e, nell’esercizio della professione, a seguire un minimo di 10 ore di supervisione annue in presenza con un Mediatore Familiare formatore e supervisore.

Il Mediatore Familiare ha l’obbligo dell’osservanza del Codice Deontologico deliberato dalla propria associazione di categoria di appartenenza.

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